Recensioni

I due pianisti entusiasmano il pubblico “Fränkische Nachrichten” 11 marzo 2016

La serie dei concerti della Stagione 2015/2016 di Adelsheim si è conclusa con un evento speciale. L’atmosfera della sala era perfetta per i due italiani, virtuosi del pianoforte. Marco Schiavo e Sergio Marchegiani convincono oltre che tecnicamente per il loro modo di suonare appassionato; sono pianisti di grande levatura, riconosciuti a livello internazionale e vincitori di numerosi importanti premi.
Nel programma hanno presentato la Fantasia in Fa minore D 940 di Franz Schubert e le 21 Danze Ungheresi di Johannes Brahms.
L’esecuzione della Fantasia in Fa minore di Schubert con il suo profondissimo dolore, le sue fughe radicali, le audaci strutture armoniche e la sua libertà formale inserita però in un eccezionale disegno, ha subito creato un fascino speciale. Le Danze Ungheresi di Brahms hanno portato il fuoco in sala e non si poteva desiderare di avere pianisti migliori. Sono passati abilmente dalle tonalità maggiori a quelle minori, da suoni magici e sognanti a martellanti ritmi di danza, selvaggi e allo stesso tempo sempre un po’ malinconici, una giusta rappresentazione dell’anima ungherese.
Senza alcuno sforzo apparente, i due musicisti hanno eseguito tutto il programma. È stata una serata straordinaria, che rimarrà sicuramente nella memoria per molto tempo. Dopo lunghi applausi i due pianisti hanno regalato diversi bis (tra i quali l’Ouverture dell’Opera di Gioacchino Rossini “La gazza ladra”), salutando così un pubblico completamente entusiasta della serata.

© Fränkische Nachrichten, Venerdì 11 marzo 2016

Uno Schubert completamente antiromantico, più gaio, giocoso e salottiero che mai… –”Corriere della Sera” 19 marzo 2015

Il Duo italiano Marco Schiavo e Sergio Marchegiani affronta la letteratura per pianoforte a 4 mani del sommo viennese in termini decisamente diversi da come la si è sempre ascoltata. Vai a sapere se è il tipo di pianoforte che usano (il cd non reca indicazione in merito) o semplicemente l’asciuttezza del tocco e la quasi totale assenza del pedale di risonanza: fatto sta che vien fuori uno Schubert completamente antiromantico, più gaio, giocoso e salottiero che mai…

Enrico Girardi – “Corriere della Sera” 19 marzo 2015

The recorded sound is vivid and resonant – “Positive Feedback” Marzo/Aprile 2015

Marco Schiavo and Sergio Marchegiani do a nice job with this music. In the more elaborate pieces, they’re forthright and clear-eyed, producing a nice range of tones and textures, and handling transitions with assurance. The lighter pieces – the Ländler and German Dances – are relaxed and lilting…
The recorded sound is vivid and resonant…

Stephen Francis Vasta – “Positive Feedback” marzo/aprile 2015

Duo Schiavo-Marchegiani: Quattro mani danzanti al Teatro Bon – “InstArt” 17 febbraio 2015

Dopo il memorabile concerto di Sokolov ospite a Colugna ai primi di febbraio, la Fondazione Luigi Bon cala una coppia tutta italiana di talenti alla tastiera, il prestigioso duo composto da Marco Schiavo e Sergio Marchegiani, per un raffinato e al tempo audace programma musicale a quattro mani di intenso sapore Romantico.
Una coppia d’autori a farla da padrone, Johannes Brahms e Franz Schubert, i quali non poco hanno dedicato il loro ingegno per questo genere di organico che desta sempre nel pubblico un particolare fascino ed una certa curiosità. Così è stato anche per la fedelissima e sempre numerosa platea colugnese che ha assistito l’altra sera, attenta ed appagata, a questo importante evento musicale.
Con Sergio Marchegiani impegnato nei registri medio gravi dello strumento e Marco Schiavo alla sua destra, i 16 Waltzes op. 39 del compositore amburghese hanno aperto le danze – è il caso di dirlo – con il brio e l’eleganza che caratterizzano questa raccolta di brevi e cesellate pagine in forma binaria dedicate all’esteta Edward Hanslick. Tra tutti, eseguiti con una compostezza e pulizia esemplare a riflettere lo spirito sereno che contraddistingue questa raccolta, ricordiamo il Walzer n° 4 in mi minore, forte e appassionato, il vivace n° 6 in do diesis maggiore, il n° 11 in si minore dal forte carattere ungherese ed i celebri n° 13 in do maggiore e n° 15 in la bemolle maggiore. Dinamiche sempre calibrate, qualità di suono ed espressività esemplari per condotte mai forzate. Quello di Schiavo e Marchegiani è risultato ancora una volta un pianismo estremamente pulito, per un’intesa ed un feeling di raro ascolto.
La prima parte di concerto ha visto poi l’esecuzione del capolavoro di Schubert per pianoforte a quattro mani, la Fantasia in fa minore op. 103, una poesia dell’immaginario. Quattro movimenti collegati tra loro secondo una linea di continuità garantita da un trattamento ciclico delle tonalità di fa minore e fa diesis minore. Sublime e attenta l’interpretazione del duo pianistico italiano, il quale dall’immortale e sintetico tema di apertura dell’Allegro iniziale si è spinto fino al contrappuntistico Scherzo ed al brillate Finale passando per l’emotivo Largo dai vibranti trilli, con compiuta resa melodico-armonica e fine padronanza di tocco.
Tanti gli applausi per questa riuscitissima prova che ha portato alla seconda ed ultima fase di concerto con le 10 Danze ungheresi ancora di Brahms. Queste pagine vivaci, preziose miniature in forma tripartita, ritmicamente voluttuose ed intriganti, hanno riacceso con la loro vitalità tzigana il virtuosismo d’effetto che tanta fortuna hanno portato a questi brani trascritti e trasportati dall’autore per vari organici. Anche in questo caso Marco Schiavo e Sergio Marchegiani non hanno tradito le attese del pubblico, interpretando queste danze con la leggerezza e lo spirito “ballerino” che le rende celebri. Le più apprezzate: la n° 2 in re minore, la celeberrima n° 5 in fa diesis minore e la n° 8 in la minore.
Finale con due bis a chiudere ancora tra lunghi applausi una serata danzante: l’ouverture de La Gazza Ladra di Rossini e la Danza ungherese n° 21 in mi minore di Brahms.

Alessio Screm – “InstArt” 17 febbraio 2015

Da loro la musica ci viene distillata con fragrante brillantezza – “Amadeus” dicembre 2014

Molte sono le pagine che Schubert ha dedicato al particolare repertorio (oggi desueto, ma nel primo’800 assai alla moda) del pianoforte a quattro mani, raggiungendo vertici di bellezza e perfezione pressoché insuperati. Questa incisione Decca ci propone un’antologia delle sue migliori opere per questo interessante organico cameristico che coprono gran parte anche del suo sviluppo compositivo. Ma soprattutto questo cd ci fa conoscere “da vicino” due pianisti italiani che sanno interpretare con assoluta introspezione e liricità la temperie tastieristica schubertina: Marco Schiavo e Sergio Marchegiani. Da loro la musica ci viene distillata con fragrante brillantezza pressoché incontaminata nella sua specifica costruzione armonica, oltre che nella sua peculiare dimensione stilistica.
A partire dall’iniziale Allegro moderato e Andante D. 966 colto in tutta la sua giovanile irruenza, proseguendo poi con i 4 Länder D. 814 precisi nella loro scansione ritmica e trasparenti nella loro trama nostalgica; così come scintillano dorate nella loro raffinata semplicità le Deutscher Tanz con 2 Trios e 2 Länder D. 618 al pari della precisione virtuosistica della Introduzione e Variazioni op. postuma 82 n. 2 D. 968 A.
Altrettanto equilibrate nei fraseggi e compatte nell’esuberanza dei dialoghi le 8 Variazioni su un canto francese in mi minore op. 10 D. 624, per concludere all’insegna di un pianismo totale e d’alta scuola con la celebre Fantasia in fa minore opera postuma 103 D. 940, capolavoro ineguagliabile per il pianoforte a quattro mani che Schiavo e Marchegiani ci fanno gustare nella sua più essenziale e pregnante intelaiatura romantica.

Antonio Brena – “Amadeus” dicembre 2014

Amadeus dicembre 2014

Schubert for Two, Marco Schiavo e Sergio Marchegiani – “Pianosolo” 5 ottobre 2014

“Il duo composto da Marco Schiavo e Sergio Marchegiani mostra in questa registrazione di aver recepito la lezione schubertiana e si impone con raffinatezza ed eleganza interpretative. Il suono è omogeneo e chiaro, in grado di rendere le sfumature e la varietà di colori delle partiture come fosse una sola voce. I due pianisti attraversano l’universo di Schubert aderendo perfettamente al differente spirito, clima, pathos di queste composizioni nate in epoche differenti della vita del compositore e dunque testimonianze musicali di una storia interiore che come accade con ogni grande artista non faticano a diventare storia di tutti noi.”

Paola Parri – “Pianosolo” 5 ottobre 2014

Trionfo del romanticismo – “Alias” 4 ottobre 2014

Schubert for two
“La musica di Schubert fa venire le lacrime agli occhi(…) Piangiamo senza sapere perché…”: le belle parole (riportate nel booklet) del sociologo e filosofo Thedor W. Adorno sono da sottoscrivere anche durante e dopo l’ascolto di questo cd con il pianoforte magistralmente suonato a quattro mani da Marco Schiavo e Sergio Marchegiani.
Trionfo del romanticismo, la genialità struggente tra languore e semplicità, esaltazione e malinconia.

 

(g.mic.) – Alias 4 ottobre 2014

Alias-4-20-2014

Survey of Schubert’s piano duet music by two Italian pianists – “Planet Hugill” 10 settembre 2014

This disc from Italian pianists Marco Schiavo and Sergio Marchegiani surveys Schubert’s writing for piano duet with Allegro moderato and Andante D968, Four Landler, D814, Deutscher Tanz with 2 Trios and Landler D618, Introduction and variations on an Original Theme D9681 (603), Eight Variations on a French Song D624, and Fantasia in F minor D940.
Marco Schiavo studied at the Conservatory of Avellino and made his international debut in 1992. Sergio Marchegiani was born in Alessandria and gave his first solo recital at the age of 10. Here they join forces for Schubert’s music for two pianists at one piano.
Schubert wrote piano duets throughout his life. Partly this was because it was what everyone did, piano duets were part of life and a safe and friendly means of contact. Making the acquaintance of the pianist Joseph von Gahy in 1817 led to an increase in Schubert’s interest in the genre. But Schubert’s works for piano duet fall into a variety of characters, there are the social dances of course but also the works in which he seems to be working out interesting structural problems. The piano duet as a crucible for his developing talent. There are also works which seem to have been conceived in a bigger form; a work like Miriam’s Siegesgesang for soprano, choir and piano duet seems to have grown out of his interest in the work of Handel and you can almost hear the orchestral music underneath.
This disc surveys Schubert’s entire output, so the recital starts with his Allegro Moderato and Andante which dates from 1812 when he was fifteen; probably the first two movements of an incomplete sonata. Landler D814 of 1824 were conceived of as dances, not so much to be danced to as listened to and played as a social experience. Next come two sets of Variations on an original theme D968 and the Variations on a French song D624 (1818). Finally there is the great Fantasia dating from the last year of Schubert’s life. Schubert spent two summers (1818 and 1824) teaching the daughters of Count Esterhazy, Marie and Karoline, and the Fantasia is dedicated to Karoline.
In the Fantasia the two pianists play with a lively and easy immediacy, whilst giving a strong sense of clarity to Schubert’s more poetic movements. Their playing has a nice neo-classical feel, this isn’t just Schubert the big soppy romantic, though elements of this are there. There are also plenty of moments, as in Miriam’s Siegesgesang when you can hear Schubert’s interest in Handel other music of an earlier era. The big Fantasia has some lovely poignant moments and his highly evocative.
The remainder of the items on the disc are all admirably played, but I have to confess that they do not hold my attention the way the Fantasia does. The dances are a little bit too dance-like for my taste and the two sets of variations seem to be attractively popular rather than mining the vein of melancholy that the Fantasia does. But it is clear that in all the items the players seem to be having a great deal of fun, the sets of variations in particular have a lovely verve.
The CD booklet is frustratingly light on information. There is an informative, if flowery, article on Schubert and the music on the disc. But there are no artist biographies and no information as to whether theirs is a regular partnership or one formed for the occasion; both clearly have extensive solo careers. Also, the recording locations elicit some interest, the disc being recorded in Singapore and Kazakhstan.
Quite how you view this disc will depend on how you view the earlier pieces on the disc.

Robert Hugill – “Planet Hugill” 10 settembre 2014

Amicizia al piano: Franz Schubert a quattro mani – “Il Venerdì di Repubblica” 15 agosto 2014

L’immagine più vivida del salotto musicale viennese all’inizio dell ‘Ottocento è quella del pianoforte suonato a quattro mani, simbolo di amicizia, affabilità, concentrazione in una comune strategia culturale e sociale.
Franz Schubert, a sua volta, è l’emblema di questo mondo,anche se poi, in realtà, la sua produzione per pianoforte a quattro mani è limitata a pochi pezzi, tutti eccelsi però.
Tra questi c’ è uno dei capolavori supremi del maestro, la Fantasia in fa minore che fa parte di quell’insieme di composizioni scritte nel 1828 durante gli ultimi mesi di vita
sbalorditive per la meraviglia l’eccellenza assoluta della scrittura l’incessante fluire di una ispirazione che non si potrebbe immaginare più coerente e consequenziale. Lo spirito delle «schubertiadi» quelle mitiche riunioni miste di musica di chiacchiere e di progetti tra amici accomunati da un’ideale condiviso, è riversato nelle ultime composizioni del grande maestro a piene mani, in lavori per lo più monumentali.
La Fantasia per pianoforte a quattro mani sta degnamente a fianco di altri suoi brani giganteschi, nella dimensione fisica e nel pensiero, come la Sinfonia in do maggiore, detta poi «la grande», che Schumann riscoprì e valorizzò come le ultime tre Sonate per pianoforte e il sublime Quintetto per archi.
Il ricordo di Schumann è decisivo per comprendere quella contrapposizione tra l’uomo dell’ amicizia, quale Schubert,fu e l’uomo del tragico isolamento, quale fu Schumann, anche se si era inventato, sulla base di Hoffmann, un gruppo di amici fantastici con cui dialogava e creava. Schubert gli amici ce li aveva sul serio e la sua musica parla proprio di condivisione, reciproca comprensione.
Va lodato il duo formato da Schiavo e Marchegiani che hanno registrato queste composizioni con quella composta sobrietà che non cede al sentimentalismo, abolisce la falsa idea dell’alone sonoro e definisce un timbro nel contempo tondo e spigoloso L ‘ immenso tema della solitudine e del suo esorcismo è superbamente espresso dai due eminenti pianisti.

Claudio Strinati – “Il Venerdì di Repubblica” 15 agosto 2014

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Due virtuosi della tastiera – “Passauer Neue Presse” – 3 febbraio 2014

I pianisti Marco Schiavo e Sergio Marchegiani entusiasmano con un grande concerto

Non accade spesso di sentire certi concerti, su questo gli spettatori erano d’accordo già prima dell’inizio del concerto!
L’Auditorium Piano Mora ha ospitato due pianisti che convincono non soltanto per la loro tecnica, ma soprattutto per la passione che esprimono suonando insieme e che dal primo momento ha catturato il pubblico come in un incantesimo.
Marco Schiavo e Sergio Marchegiani, pianisti di fama internazionale, hanno presentato un bellissimo programma di musiche di Johannes Brahms e Gioacchino Rossini con il quale hanno entusiasmato la critica e il pubblico del Festival.

Per iniziare a riscaldare la serata subito qualcosa per l’anima, i Valzer op. 39 di Brahms: piccoli attimi pieni di felicità e poi di dolore, con cambi di umore che si alternano veloci.
Maestoso l’inizio delle due Ouverture di Rossini, “Il Barbiere di Siviglia” e “La gazza ladra”, che sfruttano tutte le potenzialità sonore che un pianoforte a coda può esprimere. Schiavo e Marchegiani suonano con grande espressione e mantenendo sempre una profonda intesa tra loro.

La seconda parte inizia con altrettanta passionalità: le Danze Ungheresi di Brahms portano letteralmente il fuoco nella sala da concerto. Non si poteva chiedere interpreti migliori!
Con maestria passano dal maggiore al minore, da sonorità sognanti e nostalgiche a ritmi scalpitanti, furiosi e allo stesso tempo malinconici, come un ritratto dell’anima ungarica – il tutto ottenuto apparentemente senza alcuno sforzo. E’ stato qualcosa di più di una bella serata; un momento che resterà a lungo nella memoria.

Barbara Osdarty su “Passauer Neue Presse” – 3 febbraio 2014

Gioia e divertimento nel duo pianistico Schiavo Marchegiani. “The Straits Times” 14 marzo 2013

La seconda parte è iniziata con le prime 10 Danze Ungheresi di Brahms. Per i professionisti, la perfezione delle note è solo l’inizio. A loro onore, i due italiani possiedono un vero slancio gitano: trattengono certe frasi per poi spingere in avanti creando ondate di adrenalina… Il recital si è chiuso con un’esecuzione davvero impressionante dell’Ouverture da “La gazza ladra” di Rossini.

Chang Tou Liang su “The Straits Times” - 14 marzo 2013

Rossini con tempo e spirito – “Märkische Allgemeine” 26 febbraio 2013

Quello che ha maggiormente impressionato il pubblico sono stati la Marcia e la Fantasia di Schubert: suonate perfettamente, con sentimento, raffinatezza e divertimento, oltre che con eleganza.

Dopo applausi pieni di entusiasmo i due pianisti si sono seduti di nuovo al pianoforte e con tempo e spirito hanno suonato “La gazza ladra” di Rossini.
Una conclusione di grande successo per il concerto d’inaugurazione del Festival.

Marlies Schnaibel su “Märkische Allgemeine” – 26 febbraio 2013

Commuovono con Mozart – “El Norte” 14 giugno 2012

Hanno offerto una notte musicale perfetta… Marco Schiavo e Sergio Marchegiani si sono messi in luce per la raffinatezza del suono…
Commuovono i due pianisti italiani con la loro interpretazione dell’opera di Mozart.

Alejandro Fernandez su “El Norte” – 14 giugno 2012

Il Duo Schiavo Marchegiani in Kazakhistan – “Almaty” Kazakhstan – 03 aprile 2012

Pianisti con una rara cultura del suono… l’esecuzione dei brani di Schubert è stata brillante, nobile, straordinariamente originale.

Almaty, Kazakhstan – 03 aprile 2012

Schubert a quattro mani incanta il pubblico – “La Provincia” 14 agosto 2011

Il duo pianistico Schiavo-Marchegiani dimostra come sia entusiasmante fare musica insieme… Hanno suonato con gusto, lirismo e sensuale abbandono non tralasciando una tecnica ragguardevole, di prim’ordine. È emerso un pianismo limpido e scintillante nei passaggi rapidi, espressivo in quelli lenti e moderati, molto inventivo e creativo nella timbrica.

Alberto Cima su La Provincia – 14 agosto 2011